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Chi sono

RIALLINEARE IL PROPRIO ESSERE DISTRUGGERE LE PROPRIE PAURE
IL CONTATTO CON LE ETNIE DI MINORANZA
Sto viaggiando in giro per il mondo, seguendo l'istinto e lasciandomi trascinare dagli eventi.
Aprire la propria mente e miscelarla con le altre popolazioni può solo che portar benefici: si allargano gli orizzonti, si abbattono quelle barriere che si presentano ogni qual volta che ci relazioniamo con nuova cultura.
Così si può godere del vero contatto con il luogo che visitiamo, così si incontrano nuovi amici da tutto il mondo, soprattutto anche così si distrugge l'idea e il concetto di razzismo, un argomento che i media e le testate giornalistiche continuano quotidianamente a somministrarci.
Viaggiare come superamento delle paure, paure dei limiti, innanzitutto mentali.


Ad ora ho collaborato a molti progetti che la vita mi ha messo di fronte in questo lungo viaggio, facendomi così conoscere persone stupende e regalato la possibilità di partecipare ad interessanti attività di volontariato.
Dai progetti ecologici alle scuole, dagli orfanotrofi alle associazioni di recupero animali

IL CONTATTO CON LE ETNIE DI MINORANZA
L'essere umano è in continua evoluzione, almeno così dovrebbe essere.
Sentir parlare di morti per il petrolio, bombe sganciate ovunque, isole di plastica tra gli oceani, innalzamento delle temperature e scioglimento dei ghiacciai, beh a mio avviso ci rende vittime e partecipi più che altro di un Involuzione.
Stiamo praticamente distruggendo Madre Natura: decennio dopo decennio, lo stile differente di vita e le conseguenti cattive abitudini stanno provocando cambiamenti climatici che stanno praticamente portando all'estinzione anche di molte tribù le quali rappresentano le fondamenta di molte civiltà.
In questo viaggio mi sono prefissato di relazionarmi il più possibile con loro, che considero tasselli di autenticità e cultura primordiale.
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http://www.worldwildtour.it/index.php/chi-sono#sigFreeIdca30fb3687


Sono stato a contatto con gli Shan e le loro forti influenze cinesi, le donne dal volto tatuato in Chin, i Mon, le donne Karen dal collo "giraffa" in MYANMAR.
Gli Hakka che vivono in enormi edifici collettivi circolari di terra battuta, le donne con i loro copricapi ricoperti da ornamenti d’argento, nel nord del LAOS.
I cannibali Aghori, i guerrieri Nocte, quelli Wancho e i Konya, i temuti tagliatori di teste nel nord est dell'INDIA.
La cerimonia con lo sciamano dei Dao Quan Trang, un gruppo etnico che vive in piccolo villaggio da poche dozzine di case.
Gli Dzao, gli Hoa e i Hmong dai denti neri in VIETNAM.
I Mentaway di Sumatra e i Danyak di Kalimantan, nel Borneo dell'INDONESIA.


Il mio viaggio in giro per il Mondo

L'idea di un viaggio lungo 500 giorni con soli 5000€ - Il sogno è partito dall'India, l'ho attraversata in un lungo e largo per circa un anno. Tra cerimonie, ecovillaggi, ashram, lunghe notti in treno e avventure all'ordine del giorno, sono entrato via terra in Nepal, qui ho macinato altri chilometri ed ho varcato il passo più alto dell'Annapurna con i suoi 5416 metri. L'India mi ha richiamato ed io ho risposto, decidendo così di attraversare la parte nord est di questo paese, il lato meno battuto (e che più mi ha affascinato). Un esplosione di un ordigno ed un conflitto a fuoco hanno reso ancora più complicato il passaggio via terra in Myanmar cosicché sono stato costretto a volare su Mandalay.
Ho viaggiato totalmente in autostop per tutto il continete: dalla Thailandia del nord ho raggiunto il "Triangolo d'Oro" ritrovandomi a fare autostop ad una barca sul fiume Mekong, così sono entrato in Laos.
Con un vecchio motorino ho attraversato il Vietnam, dalle sue strade trafficate alle più dissestate montagne, dal confine con la Cina alle isole della di Ha Long. La strada, l'istinto e la vita improvvisata di ogni giorno mi hanno fatto giungere nelle remote giungle della Cambogia, mi sono innamorato cosi tanto di quel posto da fermarmi e far parte di un progetto di volontariato. Ho avuto la fortuna di visitare la futuristica Singapore, proprio nel suo porto ho cercato di trovare un mod per raggiungere il Sud America, ho provato in svariati modi che per poco non mi hanno comportato un arresto. Così sono ritornato in Malesia, un paese a me completamente sconosciuto ma che da subito mi ha affascinato. Le mille avventure in Indonesia: gli orango nel Borneo, il centro recupero scimmie nasiche, l'esperienza con i Mentawai e il suo accogliente popolo.
Dopo i 500 giorni mi son reso conto che fermarsi era impossibile! Quindi ho preso un volo diretto in Colombia, dove ho conosciuto un vecchio artigiano, insieme abbiamo costruito un carretto e con una bici economica ho cominciato a pedalare ripulendo la costa dalle plastiche. Mi hanno attaccato con un macete e derubato di qualche oggetto, ma la bici è rimasta con me. Ho partecipato ad un lungo circolo di medicina con shamani dell'Amazzonia. Poi il meraviglioso Ecuador, i colori del Perù che mi ha accolto con la sua affascinante cultura, montagne meravigliose e spiagge incredibili. In Bolivia mi ci sono fermato 5 mesi, immergendomi totalmente in quella cultura dopo esserne stato affascinato. La fuga del Presidente e il tentato colpo di stato hanno reso i passaggi difficili, cosi ho attraversato il confine con il Brasile nascondendomi nel retro di un furgone. In Paraguay ho riscoperto il piacere della lentezza oltre a dei panorami mai visti prima. Ho passato alcune settimane bloccato nella capitale del Cile dove era in atto una vera e propria rivoluzione civile. Sono stati giorni di violenza inaudita. Ho ripreso a pedalare fino al cartello "Fine Del Mondo", giu nella regione Antartide della Terra del Fuoco. Ho lasciato il freddo dopo chilometri e chilometri in bici, ed ho raggiunto così l'Uruguay.
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