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La città del futuro - Auroville (seconda parte)

É passato solo un mese da quando ho lasciato tutto per perdermi nel mondo.
Un mese di emozioni nuove.
Un mese che incontro e mi relaziono con persone diverse.
Un mese in cui ogni mattina mi sveglio in un luogo diverso con un alba diversa.
Un mese dove è successo di tutto fuori e dentro me.
É passato solo un mese da quando ho lasciato tutto per perdermi nel mondo.

Non potevo fare scelta migliore...

Svolgo il mio lavoro per due ore consecutive, più che lavoro lo chiamerei divertimento, ho condiviso quel momento con persone provenienti da 10 nazioni differenti scambiandoci informazioni di qualsiasi genere, dalla musica ai luoghi comuni del proprio paese, dai problemi politici (in comune con la maggior parte) alle differenze di usi e costumi.
L' ho trovato solo che un piacere.

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La città del futuro - Auroville

Auroville, stato Tamil Nadu

 
Alle 4 del mattino arrivo alla stazione dei bus.
Alle 6 mi trovo a fare colazione in una baracca.
Mi accoglie un’istruttrice di yoga all'ingresso del dormitorio, comincia da subito a spiegare come funziona la comunità di Aurovile.

Sono anni che desidero vedere da vicino e studiare meglio questa realtà.
Auroville è un comune universale, attualmente in costruzione per ospitare una popolazione di 50.000 persone provenienti da tutto il mondo.
Il concetto di Auroville - una città ideale dedicata ad un esperimento nell'unità umana - è venuta negli anni trenta a Mirra Alfassa, conosciuta unicamente come La Madre.

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Munnar e Kodaikanal, le "regine" dell'India


Chiudo tutto e mi butto tra le strade di Munnar già piene di persone. Trovo la stazione dei bus, chiedo informazioni per Kodaikanal, 7 ore di viaggio cambiando 4 bus locali, via!
L'unico straniero su tutti i bus presi, 110 chilometri con soli 1 euro e 90 centesimi.
Chi mi vedeva dalla strada rimaneva stupito o mi salutava entusiasta. Ad ogni cambio di coincidenza venivo circondato da una ventina di persone che mi facevano domande, chi per curiosità o chi semplicemente voleva parlare un po’ in inglese - per chi lo ha studiato - la maggior parte erano anziani contadini che erano venuti dai villaggi.

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