La valle incantata: Hampi


Hampi,Karnataka - Munnar, Kerala
Sveglia presto per fare colazione mentre le scimmie si ricorrono e giocano tra di loro, preparo lo zaino e mi incammino per tre chilometri fino a raggiungere la scuola del villaggio.
Un'intera mattina passata con questi fantastici marmocchietti che non fanno altro che sorridermi, abbracciarmi, invitarmi - quasi costringendomi - a giocare con loro.
Mi sento di vivere ogni singolo secondo di vita, e specialmente in questi momenti mi sento felice e appagato con me stesso nel condividerlo.
Questo bimbi sono una vera forza!

Il pomeriggio lo passo alla ricerca delle cascate...mi perdo tra la giungla ed i banani fino a quando un ragazzo mi nota e decide di accompagnarmi.
Percorriamo un percorso tortuoso e pieno di rocce irregolari, fino a raggiungere un grande scoglio che divide il fiume in due, mi fermo a godere di questo tramonto fantastico mentre il sole cala tra due rocce...sembra quasi che si incastri tra le grandi pietre fino a fondersi per diventare una sola cosa.
Che meraviglia.

Che potenza ha la natura!!!

Al rientro trovo il fiume addobbato per la cerimonia che ci sarà domani, il Puja.
Il Puja è un rito di preghiera eseguito dagli indù per ospitare, onorare e adorare una o più divinità, o celebrare spiritualmente un evento.
Sono fortunato a trovarmi qui, domani non voglio assolutamente perdermi questo spettacolo.


Costeggiando la riva del fiume, mi piace immaginare cosa poteva essere secoli fa questo posto, i lavori sono tutti fatti in pietra, dalle ruote dei carri alle porte dei palazzi!
Una civiltà che usava la pietra per ogni cosa, colonne di una precisione unica, pietre tagliate per adornare i palazzi e per ogni utilizzo.

Le rovine sono situate in una vallata attraversata dal fiume...è un luogo stupendo.
Supero distese di verde che si alternano con grandissime rocce arrotondate dal vento.
La bilancia del re è la cosa che più mi ha colpito, in particolare per la sua storia. Secondo la tradizione la bilancia veniva utilizzata in date molto particolari, pesavano il sovrano e regalavano ai sacerdoti il peso corrispondente in oro o pietre preziose.


Attraverso le rovine del vecchio bazar e scalzo raggiungo il tempio del cobra, qui una donna Baba decide di benedirmi con il tilaka sulla fronte - il punto rosso per intenderci -.

Nel primo pomeriggio raggiungo il fiume per il Puja, preferisco arrivare prima per respirare da subito l'aria che c'è per questo evento.
Musicisti accompagnano la cerimonia con inni e canti sacri.
Puja è un termine che genericamente indica un atto di adorazione verso una particolare forma della Divinità, spesso prevede l'offerta di veri e propri sacrifici ad esempio frutta, latte, riso, fiori.
Si usa anche effettuare la purificazione del suolo, meditazioni ed invocazioni della dea-Terra.

La calca di fotografi con flash e grosse telecamere non mi ha fatto apprezzare per bene questa cerimonia - c'era addirittura un drone -.

Ma le tantissime candele che danzavano sul fiume mi hanno regalato un bel momento di pace e armonia...


Raggiungo a piedi la parte alta del villaggio, li ci sono strutture simili a scuole, ma che accolgono tutti i bimbi fino ad una determinata età.

Un luogo perfetto per dare un senso a questa mattina.
Si rivela un angolo di gioia, chiedono di imparare l'inglese - non potevano scegliere di peggio - chiedono di farsi fotografare, mi invitano a giocare e io vesto subito i panni del pagliaccio di turno.

Mi godo il tramonto rilassandomi su una roccia, un centinaio di libellule invadono il cielo, il contatto è vivo e diretto con la natura.

Mi sento tanto bene.




Sveglia all'alba per raggiungere il tempio di Hanuman...una barca in bamboo e plastica per attraversare il fiume, 5 chilometri a piedi fino a raggiungere i piedi della collina Anjeyanadri e per finire 575 scalini.

Si ritiene che questa collina fosse il luogo di nascita di Hanuman e si trova nel centro della zona di Anegondi.
Il tempio è considerato il sito del regno delle scimmie.



É parte della zona imperiale Kishkindha ed è menzionato nell'epico poema Ramayana. Si ritiene che il dio Hanuman sia nato in questo luogo.
Passo la sera a programmare la partenza, tra meno di cinque giorni comincia l'Utsav Festival.
Hampi ha una serie di festival annuali, alcuni sono religiose associate ai templi, gli altri sono festival culturali.
I templi sono già in parte illuminati, si vedono rappresentanti di tribù tribali, persone da ogni punto del paese, danze popolari e mille colori fusi tra di loro.

Io non me la sento per niente di ritrovarmi in tutto questo casino nonostante sia di notevole importanza, hanno già preparato due elicotteri per accogliere i ricconi che vogliono vedere dall'alto la zona dei templi... voglio scappare!



Quando tutto sembra tranquillo ecco che incontro Andrea, un Italiano che ti svolta la giornata.
Una persona preparata, sa quello che vuole dalla vita, mi piacciono queste persone e in questo caso ho avuto anche l'opportunità di approfondire tecniche e tipologie di scatti, lui è un professionista e non un semplice amatore come nel mio caso.
É anche un istruttore di yoga ed è stato interessantissimo parlare di tutto ciò che ruota intorno a quel fantastico mondo. Per poter raggiungere un tempio siamo saliti in cima ad una collina quasi scalandola, abbiamo passeggiato tra le rovine godendoci l'intero pomeriggio.
Chiudo lo zaino e ci salutiamo - gli incontri più belli si fanno sempre quando devi andar via - Mi metto sulla strada per Hospet con un bus locale dove prenderò la coincidenza per Bangalore, una volta lì dovrò aspettare dodici ore per un’altra coincidenza che mi porterà finalmente a Munnar nel Kerala, spero di riposare almeno un po’...si prevedono più giorni di viaggio per me e il mio zaino.
Non vedo l'ora di poter visitare un altro stato di questa fantastica nazione.



Arrivo a Bengalore alle sette del mattino, la città si sta appena svegliando e vedo i primi negozi aprire, bastano quindici minuti ed è subito un grande mercato a cielo aperto.
Caos, e devo aspettare dodici ore per la coincidenza che mi porterà a Munnar.
Mi perdo in questa grande città e come al solito preferiscono darti un'informazione sbagliata piuttosto che restare senza parole, così finisco con il camminare avanti e indietro sempre nello stesso posto.
Prima di partire mi viene voglia di una birra, l'ultima l'avrò bevuta una settimana fa.
Trovo un buco due metri quadrati, ma ben fornito.

Chiedo una birra e il proprietario mi spiega che non si può bere per strada, quindi mi indica delle scale buie e strette. La sorpresa della serata -e come sempre prima di partire -.
Un via vai di indiani che condividono quello spazio per bere un goccio di birra e raccontare la propria giornata con gli altri, una stanza sporca senza vernice e con due ventole di fortuna che dovrebbero riciclare l'aria.
Mi sento subito osservato, ma dopo pochi secondi si presentano uno per volta, cominciano a chiedermi selfie ad offrirmi cibo e a farmi ascoltare la loro musica preferita, raccontarsi e complimentarsi tra di noi, chi per un motivo chi per un altro, un momento bello, un momento vero, di condivisione con la gente locale, quella che occupa la parte più bassa della piramide, ma che è quella più sincera e bella, quella gente che ti trasmettono tanto.
Scatto una foto con loro e mi chiedono se ceniamo tutti insieme, io avevo un’ora di tempo e dovevo raggiungere la stazione dei bus.
Un'occasione in più per approfondire questa popolazione è andata persa, la voglia di muovermi e scoprire cosa c'è dietro l'angolo ha preso di nuovo il sopravvento.

Due notti nel bus di seguito, sono tutto appiccicoso, puzzo, fuori piove e c'è nebbia, tutti elementi che mettono di buon umore...
Conosco Mattew e pattuisco per dodici euro una stanza ed un intera giornata di escursioni, ci sono due laghi interessanti, un grande giardino botanico, infinite piantagioni di tè, quattro scuole davvero belle e per finire il punto più alto dove vedere il panorama, a Vaddavada per la precisione.
Non godo a pieno della vista, la troppa nebbia copre tutto.
La varietà di fiori colora queste belle montagne, ma lo spettacolo sono le piantagioni di tè, sembrano disegnate volutamente da un gigante, più si sale più lo spettacolo aumenta.




Sulla strada per raggiungere Munnar si incontrano tante cascate, un parco protetto dal WWF e tanto verde.
Con la crescita del turismo richiamato dal ttekking oggi è un villaggio ben attrezzato, ma per niente grande.
Al centro del villaggio c'è una Chiesa una Moschea ed un tempio Indu, tutto in venti metri.
Mentre nella Chiesa servono l'ostia, la Moschea richiama i suoi fedeli dal megafono, si riescono a sentire i due canti insieme.
Passeggio per il villaggio in cerca di street food con la speranza di non mangiare sempre e ancora verdure piccanti.
Mi informo come raggiungere Kodaikanal.
Due indiani mi invitano a fumate con loro, così passo la serata in divertente compagnia, facendo la conoscenza di nuove e interessanti persone.

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